Così il Fatto s’è perso il dott. Gribbels

Smacchiare o non smacchiare Beppe Grillo, questo il dilemma per il Fatto, quotidiano che da un lato voleva un M5s duro e puro e dall’altro un M5s duro ma aperto al dialogo (evitare di mettersi “in freezer”, era il consiglio di Marco Travaglio). E infatti, nell’ultimo anno, il Fatto è passato dall’endorsement convinto al sostegno guardingo (con fastidio per “i nomi non fatti” nelle consultazioni con Giorgio Napolitano), alla critica occasionale per gaffe ed epurazioni (“suicidio di massa”, aveva scritto Travaglio dopo l’allontanamento di Adele Gambaro), allo sconcerto per i vertici del M5s che sconfessano gli eletti sul reato di clandestinità (in autunno).
22 AGO 20
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Smacchiare o non smacchiare Beppe Grillo, questo il dilemma per il Fatto, quotidiano che da un lato voleva un M5s duro e puro e dall’altro un M5s duro ma aperto al dialogo (evitare di mettersi “in freezer”, era il consiglio di Marco Travaglio). E infatti, nell’ultimo anno, il Fatto è passato dall’endorsement convinto al sostegno guardingo (con fastidio per “i nomi non fatti” nelle consultazioni con Giorgio Napolitano), alla critica occasionale per gaffe ed epurazioni (“suicidio di massa”, aveva scritto Travaglio dopo l’allontanamento di Adele Gambaro), allo sconcerto per i vertici del M5s che sconfessano gli eletti sul reato di clandestinità (in autunno).
Ma poi il Fatto, in nome dell’anticasta e del “no” al governo “Letta-Napo”, sempre perdonava l’imperfezione del Grillo. Solo che adesso, con Matteo Renzi in accelerazione sulla scena, s’è fatta evidente la disillusione nei confronti di colui che “non va a vedere le carte” (già a fine dicembre Travaglio si rammaricava per il sonoro “vaffa” di Beppe alle prime offerte di dialogo di Renzi). E domenica scorsa l’entente cordiale Fatto-Grillo ha subìto il grande scossone: “Renzi”, ha scritto Travaglio, “s’è rivolto innanzitutto a Grillo che ha commesso un grave errore nel rispondere picche, rinchiudendosi autisticamente nel web-referendum fra gli iscritti…”. Ieri il bis, pur con bastonate a Renzi: “… il M5s poteva andare a vedere le sue carte sul Mattarellum e portarlo a casa”. E se il Fatto, già chiamato “falso amico” sul blog del comico, è in linea con i cosiddetti dissidenti a cinque stelle, questo non scioglie il rompicapo: il Grillo smacchiato scontenta i puristi, ma il Grillo non smacchiato rischia l’irrilevanza.